STUDIO MEDICO DENTISTICO DR. CRISTIANO DAVISO

AGEING (INVECCHIAMENTO)

Quando inizia l’invecchiamento?

È molto difficile stabilirlo, tuttavia possiamo asserire che il massimo del tono-trofismo dei tessuti del viso si verifica intorno ai 25 anni.

Questo significa che purtroppo, bisogna accettare che dai 25 anni…INIZIAMO AD INVECCHIARE!

Infatti la produzione di collagene ed elastina comincia a rallentare già intorno ai 25 anni di età, anche se le conseguenze in genere non si vedono fino ai 30-35 anni.

Cosa succede quindi dopo i 25 anni?

Bisogna sapere, preliminarmente, che il volto e la fisionomia che ognuno detiene, dipende dall’interconnessione tra quattro strutture:

  • Ossa
  • Muscoli
  • Grasso sottocutaneo
  • Pelle

Fino ai 25 anni si verifica la crescita e l’assestamento di queste strutture, strettamente inteconnesse, dopochè ognuna di esse inizia a mostrare segni di involuzione, per cui il risultato complessivo è la caduta dei tessuti verso il basso (comparsa dal bargiglio, cedimento del mid-face e accentuazione delle pieghe nasolabiali, comparse delle pieghe della marionetta,..), comparsa di rughe, e modifiche allo stato di elasticità della pelle.

 

 

 

 

Cosa succede quindi, nel dettaglio?

Ossa. Si allargano i forami, cioè le orbite, l’apertura piriforme del naso, e si riassorbono le ossa mandibolo-mascellari (processo accelerato in maniera esponenziale dalla perdita eventuale dei denti). Questo comporta ad una maggior facilità nel formare borse ed occhiaie, e nel provocare blefarocalasi (Palpebra cadente).

Muscolatura. Diventa ipotrofica e conferisce minor sostegno agli strati soprastanti, i “Fat Pads” (pannicoli di grasso che stanno tra pelle e muscolatura), per cui questi, già in involuzione per atrofia, tendono a scivolare verso il basso

Tessuto adiposo. Esso risiede tra muscolo e pelle, quindi tecnicamente forma l’Ipoderma, lo strato sotto il derma e sopra la muscolatura. È tra tutte queste strutture quella che maggiormente si può ritenere responsabile delle modifiche estetiche che trasformano il volto da giovanile a vecchieggiante. Il tessuto adiposo, composto da grasso, infatti tende a perdere coesione tra i vari strati, per cui slittano uno sull’altro (si spiega così la formazione delle occhiaie o del “tear-through”) o si atrofizzano (e questo spiega lo svuotamento sottozigomatico o temporale), oppure semplicemente scendono verso il basso, appesantendo il terzo inferiore del volto (è il caso del bargiglio e delle pieghe della marionetta). È a questo livello che interveniamo ad esempio con i Fillers per ripristinare in maniera armonica questi inestetismi

Pelle. Anatomicamente la pelle è formata da due strati: Epidermide e derma. L’epidermide è la porzione a contatto con l’aria e ha funzione di barriera. Il derma è sotto l’epidermide (e sopra il grasso sottocutaneo che forma l’ipoderma) e contribuisce al nutrimento dell’epidermide (poichè a questa non arrivano arterie e/o vene) per diffusione dell’O2, ma soprattutto CREA SOSTEGNO. Infatti nel derma risiedono gli importantissimi fibroblasti, cellule deputate alla produzione della Matrice cellulare, quella che rappresenta l’impalcatura della pelle.

La matrice è formata da Collagene, elastina, e acido ialuronico. Il collagene conferisce resistenza, soprattutto alla distensione, l’elastina all’elasticità e l’acido ialuronica all’idratazione della pelle. Viene quindi intuitivo pensare che i nostri interventi di biorivitalizzazione e di bioristrutturazione , (sia con prodotti del commercio che mediante il PRP/CGF ) sono volti a stimolare l’ attività di produzione fibroblastica, per migliorare elasticità, struttura, ed idratazione della pelle.

In tutto questo processo di ageing, il risultato è la perdita della definizione dell’ovale del viso, e noi possiamo intervenire mediante fillers per un light lifting/profiloplastica.

Inoltre , per la perdita del tono della pelle, si accentuano rughe preesistenti, oppure rughe che erano visibili solo durante i movimenti di mimica diventano fisse (e qui possiamo intervenire con il Botox)

Un’altra manifestazione dei processi di invecchiamento è la comparsa di macchie senili o lentigo Solaris. Il loro inestetismo non è limitato al solo volto, ma anche ad altre zone a torto dimenticate dalla skincare abituale, cioè decolletè e dorso delle mani, più o meno scure anche a seconda del livello di atrofia della pelle

Ma quindi possiamo iniziare a trattare pazienti già a 25 anni?

Si. Sicuramente si. Ovviamente con cognizione di causa e conoscendo correttamente le indicazioni mediche relative.

A 25 anni possiamo mettere “fieno in cascina”, ovvero apportando giuste quantità di biorivitalizzanti nelle sedi più importanti, per mantenere la pelle al massimo del tono e dell’elasticità.

Sopra i 50 anni è invece opportuno programmare interventi volti alla vera e propria bioristrutturazione

Se la paziente lo desidera, anche dai 18 anni in poi, se esistono evidenti anomalie di forma (gestibili con le nostre risorse) possiamo intervenire apportando correzioni con gel di acido ialuronico (Fillers), esempio migliorando l’estetica di labbra, zigomi, mento, etc.

Non dimentichiamo però che, oltre i fattori intrinseci, di natura fisiologica e genetica, che determinano il CRONOAGING, esistono anche quelli estrinseci, i quali comprendono principalmente: l’esposizione ai raggi UV (FOTOAGING), il fumo di sigaretta, lo stress cronico, l’inquinamento ambientale, la scorretta alimentazione.

Tutti questi fattori contribuiscono ad un incremento dei radicali liberi in eccesso, i quali danneggiano i fibroblasti, le fibre collagene e l’elastina ed accelerano la degradazione dell’acido ialuronico.

Ecco perchè quindi la pelle perde nel tempo elasticità, volumi e compattezza

Il nostro intervento non è solo volto alla correzione delle imperfezioni ma vuole anche essere di carattere preventivo, instaurando con i pazienti che ci scelgono, un rapporto di costante counseeling, volto a perfezionare lo stile di vita.