INTARSI
CORONA (Protesi fissa su dente singolo)
Il dente non più restaurabile mediante semplice otturazione, o di cui si vuole migliorare l’estetica, viene sottoposto a riabilitazione protesica fissa; esso all’occorrenza viene devitalizzato (se non lo è già), ricostruito mediante otturazione (rinforzata o meno da perni), o nel caso in cui la corona naturale sia estremamente compromessa, da un perno-moncone in lega aurea.
Quindi viene rimpicciolito (“monconizzato”), viene rilevata l’impronta, che servirà all’odontotecnico per la manifattura della corona provvisoria (o “capsula”) che verrà cementata sul moncone, sostituendo a tutti gli effetti la corona naturale, e conferendo quell’estetica e quella funzione che la sola ricostruzione diretta non è in grado di dare.
CORONA PROVVISORIA
Questo primo manufatto è definito provvisorio perchè ha una durata massima di 6 mesi.
Esso ha la funzione di consentire al margine gengivale di guarire correttamente. La guarigione varia dai 30 giorni ai 9 mesi a seconda della concomitanza di postumi di interventi chirurgici sulla gengiva (gengivectomia, allungamento di corona clinica).
Entro i 9 mesi al massimo sarà necessario programmare l’esecuzione di un manufatto definitivo, poichè dopo questo periodo la resina di cui è costituito non è più in grado di offrire sigillo adatto a limitare l’infiltrazione batterica e la degenerazione del moncone a causa della propria porosità.
In questa fase , subendo la gengiva un fisiologico rimodellamento, sarà necessario ribasare il manufatto mediante resina fluida autoindurente onde permettere un nuovo adattamento del manufatto al bordo gengivale.
CORONA DEFINITIVA
Al termine della fase provvisoria, viene rilevata una doppia impronta di precisione.
In anestesia locale si pongono nel solco gengivale dei fili retrattori onde permettere al materiale d’impronta di riprodurre la forma del margine di preparazione il più fedelmente possibile.
Quando pronto, il manufatto viene provato in bocca al paziente per approntare le modifiche ritenute necessarie, rispedito al laboratorio per la lucidatura finale e successivamente fissato mediante un cemento definitivo.Verrà scelto un materiale adatto alla situazione clinica tra i seguenti:
PONTE
Il ponte è una protesi fissa atta a sostituire uno o più denti mancanti.
Si ottiene mediante incapsulamento dei denti adiacenti alla lacuna corrispondente alla mancanza del o dei denti.
Se necessario, i denti che faranno funzione di pilastro vanno devitalizzati preventivamente e ridotti a moncone (vedasi: corone)
Ne deriverà un manufatto che consisterà in corone unite in corrispondenza dei pilastri a sostenere l’elemento o gli elementi mancanti.
PONTE PROVVISORIO
Questo primo manufatto è definito provvisorio perchè ha una durata massima di 6 mesi.
Esso ha la funzione di consentire al margine gengivale di guarire correttamente. Come per le corone singole la guarigione varia dai 30 giorni ai 9 mesi a seconda della concomitanza di postumi di interventi chirurgici sulla gengiva (gengivectomia, allungamento di corona clinica o estrazioni).
PONTE DEFINITIVO
Al termine della fase provvisoria, viene rilevata una doppia impronta di precisione.
In anestesia locale si pongono nel solco gengivale dei fili retrattori onde permettere al materiale d’impronta di riprodurre il più fedelmente possibile la forma del margine di preparazione.
Quando pronto, il manufatto viene provato in bocca al paziente per approntare le modifiche ritenute necessarie, rispedito al laboratorio per la lucidatura finale e successivamente fissato mediante un cemento definitivo.
Verrà scelto un materiale adatto alla situazione clinica tra i seguenti:
PONTI TIPO MARYLAND
I ponti tipo Mayland sono ponti che prevedono la preparazione dei denti minimamente invasiva perchè attuata per esiguo spessore nella sola parte posteriore dei denti pilastro.
Il o i denti protesici che sostituiscono il o i denti mancanti sono collegati da un’aletta in fibra di composito che verrà adagiata e cementata adesivamente ai pilastri di cui sopra, preparati solo parzialmente posteriormente, per garantirne un corretto incastro.
È un lavoro di veloce esecuzione, adatto particolarmente a rimpiazzare denti persi per motivi parodontali perchè le alette a cui i denti protesici sono collegati, fungono da splintaggio per gli elementi adiacenti, conferendo loro una maggiore fissità.
CASI COMPLESSI MISTI CHIRURGICO-PROTESICI
Per ottenere la miglior resa estetica, a volte, contestualmente alla messa in opera di ponti o corone ci si può avvalere della chirurgia, per rimodellare i profili gengivali e ossei.
Ma nella maggior parte dei casi la chirurgia complementare è volta alla gestione della Parodontite (link a parodontologia), accortezza indispensabile al fine di poter controllare la patologia e per permettere una maggior durata del restauro finale.
