TECNICHE RIGENERATIVE PER L’IMPLANTOLOGIA

TECNICHE RIGENERATIVE PER L’IMPLANTOLOGIA

Quando non ci sono adeguati volumi ossei, e può succedere per svariati motivi .

Ne elenchiamo alcuni:

  • nel sito del dente che è stato tolto non si è rigenerato osso a sufficienza
  • è passato troppo tempo e la cresta alveolare è andata in atrofia e risulta troppo sottile
  • Nell’arcata superiore in corrispondenza dei molari non c’è altezza dell’osso a sufficienza e mettendo un impianto rischiamo di bucare il seno mascellare

Dobbiamo quindi essere in grado di padroneggiare i nostri skllls, e scegliere tecnologia e materiali consoni al permettere l’inserimento degli impianti anche quando si verificano queste situazioni.

GBR (Guided Bone Regeneration)

La tecnica rigenerativa base è rappresentata dalla GBR.

Si applica nella maggior parte dei casi in cui la larghezza dell’osso non è sufficiente, per cui quando mettiamo l’impianto alcune sue spire rimangono esposte e nel corso del tempo potrebbero dare problemi di infiammazione o maggior rischio di perdita del medesimo, oltre al discomfort del paziente.

In pratica l’impianto viene sommerso da un biomateriale e il tutto viene coperto da una membrana in collagene. 

L’impianto (o gli impianti) vengono quindi coperti dai lembi gengivali, lasciati osteointegrare insieme al materiale inserito per alcuni mesi, quindi con un secondo intervento si sostituisce il “tappo” con una vite transmucosa. E la gengiva suturata per permettere anche un’estetica ottimale dei tessuti gengivali.

SPLIT CREST

È una tecnica rigenerativa decisamente più complessa.

Prevede un’incisione nell’osso estremamente precisa mediante manipolo piezoelettrico, di una certa profondità per consentire l’inserimento di divaricatori ossei che permettono l’aprirsi dei due margini ossei splittati per poter mettere gli impianti e ripristinare così la sua larghezza originale.

Tecnica particolarmente indicata per atrofie di grado alto.

RIALZO DI SENO MASCELLARE

Nei settori posteriori e superiori in almeno i 60 % dei casi non c’è altezza sufficiente per poter inserire un impianto senza rischio di complicazioni per invasione del seno macellare, con conseguente possibile rischio di sinusite e di aumentato rischi di perdita di impianto.

Il seno Mascellare è una cavità pneumatica che si apre nelle cavità nasali, e funziona come camera di compensazione (che interviene quando si modificano le condizioni di pressione atmosferica, come quando si sale di quota o come quando si va sotto’acqua)

Noi utilizziamo una procedura minimamente invasiva che si chiama MISE (Minimally Invasive Sinus-lift Elevation), che consiste nell’utilizzo di frese arrotondate che spingono l’osso verso la cavità del seno e nei casi in cui sia necessario maggior volume di quanto ottenuto, è possibile con procedura aggiuntiva innestare biomateriale che si ossificherà. Anche in questo caso l’utilizzo di CGF/Fattori di crescita autologhi, ricavati dal sangue prelevato dal paziente, ci viene inaiuto rendendo l’innesto più performante.