CONCENTRATI PIASTRINICI AUTOLOGHI

CONCENTRATI PIASTRINICI AUTOLOGHI

Entriamo dunque nel capitolo della medicina rigenerativa autologo vera e propria.

Cosa significa?

Significa che attraverso le piastrine (corpuscoli presenti nel sangue) ed i loro prodotti (Fattori di crescita, esosomi…) , è possibile indurre rigenerazione di tessuti.

Questo è valido tanto per la medicina rigenerativa dermatologica autologa (link alla sezione relativa di medicina estetica) per fini sia curativi che estetici, che per l’odontoiatria rigenerativa.

Con il consenso del paziente, quando ci troviamo di fronte ad eseguire una chirurgia più o meno complessa (da una semplice estrazione a un rialzo di seno mascellare) effettuiamo un prelievo di 2-4 provette di sangue.

Il sangue viene centrifugato per poter prelevare solo la parte nobile del sangue ai fini rigenerativi, ovvero quella ricca di piastrine, e se nei tempi passati, alla fine del XX secolo si parlava di PRP (Platelet Rich Plasma), ora si parla di CGF (Concentrate Growth Factors)

Il CGF rappresenta quindi l’evoluzione più moderna del PRP, ed è molto più performante e versatile.

Infatti il CGF ottenuto, può essere in forma di gel manipolabile, suturabile, da mettere dentro ai siti chirurgici per favorire più velocemente la riparazione (e nel contempo ridurre dolore e gonfiore che inevitabilmente accorrono dopo un intervento), oppure in forma liquida per creare un collante al materiale da rigenerazione.

Utilizziamo il CGF in Forma di Gel per:

  • Guarigione siti postestrattivi
  • Socket preservation (preservazione del sito postestrattivo per permettere di inserire impianti in osso non collaboro dopo l’estrazione)
  • Chirurgia Mucogengivale (per ispessire i tessuti)

Quando invece vogliamo ottenere la forma liquida, utilizziamo per il prelievo provette a tappo bianco, in modo da ottenere la separazione delle fasi del sangue in formato liquido, ma che coagula nel tempo di venti minuti circa.

Otteniamo così un concentrato liquido di fibrina, fattori di crescita e piastrine che uniamo al materiale da rigenerazione (osso deproteinizzato di origine equina o suina, Solfato di calcio o β-TCP) per ottenere un materiale più performante ai fini rigenerativi, lo “Sticky Bone”, che noi utilizziamo prevalentemente per:

-Chirurgia rigenerativa guidata parodontale (GBR)

-Chirurgia rigenerativa guidata implantare (GBR)

-Innesti ossei in rialzi di seno mascellare con tecnica minimamente invasiva.